Quanto sai non deve impedirti di sapere quanto dovresti! (Carlo Dossi)

martedì 5 febbraio 2013

Opinus (dolcetti di San Biagio)

Domenica 3 ero a casa di riposo e mi è venuta voglia di qualche dolce di questo periodo della mia bella Sardegna. Sas zippulas ve le avevo già proposte  l'anno scorso  e poi le ho assaggiate qualche giorno fa fatte dal mio fratellino "buonissime". Allora ho sfogliato il libro di ricette sarde che gelosamente conservo e la mia attenzione è stata attratta da questi dolcetti molti antichi  che venivano fatti e offerti  per la festa di San Biagio, protettore della gola,  che si festeggia appunto il 3 febbraio.
Si conservano o meglio dire si conservavano ,(oggi non sono più tanto comuni) tutto  l'anno e venivano utilizzati come terapia contro il mal di gola. Oltre al nome di Opinus  sono conosciuti anche con il nome di Pistoccheddus de  Santu  Brau.
 Li ho fatto secondo l'antica ricetta quindi li ho decorati semplicemente come si faceva una volta, senza usare foglie d'oro ecc. E' un dolce dai semplici ingredienti , quelli che una volta si avevano in casa e chissà quante nonne della Sardegna li avranno preparati, quando il Carnevale  e le tradizioni si sentivano più di oggi anche se c'era tanta povertà!
Io ho fatto mezza dose e me  ne sono venuti 12 vi scrivo però la dose intera.

Ingredienti:
500 g di semola rimacinata (io Molino Chiavazza)
4 uova
50 g di strutto
200 g di zucchero
200 g di miele
un limone la sola scorza grattugiata (io ho usato un'arancia)
farina per spolvero
olio di oliva  per friggere
un bicchierino di acqua di fiori d'arancio.

Impastate la semola con le uova e , poco per volta, unite lo strutto e seguitate a lavorare fino ad ottenere un amalgama liscio e morbido.
Fate riposare per quasi un'ora. Con questo impasto confezionate poi tanti bastoncini sottili, che taglierete della lunghezza di un cm, poi infarinateli per non farli attaccare e friggeteli nell'olio bollente; appena dorati, sgocciolateli  e asciugateli nella carta assorbente.
I passaggi:

Ora in una casseruola mettete , a fuoco moderato, il miele e lo zucchero, quindi la scorza grattugiata del limone o nel mio caso dell'arancia; infine unite i dadini appena fritti e mescolate tutto più volte; appena il miele fila, lasciate intiepidire e poi versate il tutto su un vassoio foderato di carta forno. Bagnatevi le mani con l'acqua di fori d'arancio e confezionate dei piccoli mucchieti a forma di cono.
Metteteli su dei pirottini di carta e decorate con della traggera  o perle argentate o dorate . Si conservano benissimo per un po'!


Alla prossima ricetta !
Nani

11 commenti:

  1. Essendo di Roma non li conosco.. ma sembrano deliziosi.. .-) bacioni

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  2. Sono molto belli e devono essere buonissimi!!!!!
    complimenti e grazie per averci fatto conoscere un pezzo della tua Sardegna :-))
    Un abbraccio, a presto ^_^

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  3. Belli, sono un po come gli struffoli qui a Napoli mi piacciono...nel mio paese sentiamo molto la festività di S. Biagio, visto che è il nostro Santo patrono, in questi giorni si fa festa e un dolcetto cosi non sarebbe male per l'occasione, complimenti e grazie per averci raccontato la loro origine un abbraccio a presto!!!

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  4. Non li conosco ma sembrano molto sfiziosi... Mi piacciono i dolci antichi, per cui mi segno la ricetta!
    Buona serata

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  5. Ciao, anche se ho un'amica della Sardegna, questi dolcetti non li conoscevo....devono essere buonissimi!!!
    Baci

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  6. Grazie Nani della golosa ricetta, mi piace moltissimo conoscere i dolci e le tradizioni, di cui l'Italia ne è ricca!

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  7. Ti ringrazio di questa chicca non li conoscevo

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  8. grazie cercavo questa ricetta , mi chiedevo se sono gli stessi che danno in chiesa il giorno di san biagio , solo che non hanno la copertura in miele e zucchero ma sono semplici e penso fatti al forno proprio tipo biscotti......ne sai qualcosa , perche io vorrei fare quelli...grazie !!

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  9. grazie cercavo questa ricetta , mi chiedevo se sono gli stessi che danno in chiesa il giorno di san biagio , solo che non hanno la copertura in miele e zucchero ma sono semplici e penso fatti al forno proprio tipo biscotti......ne sai qualcosa , perche io vorrei fare quelli...grazie !!

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  10. Ciao mamma tuttofare, non so se sian gli stessi che danno in Chiesa, so in in alcune regioni danno del pane, in altre fanno benedire le mele ecc. Dipende di che regione sei . Questi senza il miele non riesci a legarli, quindi non so... Grazie di essere passata!

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